Ottime notizie per la depurazione in Calabria, nel senso che il governatore Giuseppe Scopelliti ha annunciato che ci sono risorse per complessivi 260 milioni di euro per interventi e bonifiche. Il fatto che ci siano i fondi non significa, però, che gli interventi siano realizzati o realizzati nel modo giusto. Immense risorse sono state sperperate negli anni e il mare in Calabria ne ha risentito parecchio: schiumetta e sporcizia, inquinamento e batteri sono l’incubo ricorrente dell’estate da ormai troppo tempo. Il governatore invita i Comuni a fare la propria parte, a muoversi e a non fare chiacchiere: un invito condivisibile. Ci chiediamo, però, come mai la Regione abbia preso a cuore il problema a poche settimane dall’avvio ufficiale della stagione estiva (le nostre spiagge, peraltro, sono già frequentate dai bagnanti). Cosa si potrà fare in pochi giorni? Non sarebbe stato meglio affrontare il problema sin dallo scorso settembre, indipendentemente dal Cipe? Misteri calabri.
Ecco l’agenzia con l’annuncio di Scopelliti.
“Abbiamo messo in campo una risposta importante. Le risorse ci sono e nessuno dica il contrario, adesso le aree interessate dagli interventi, in primo luogo i Comuni, devono solo mettersi al lavoro”. A poche settimane dall’avvio reale della stagione balneare in Calabria, il presidente della Regione Giuseppe Scopelliti, torna da Roma con l’approvazione la delibera Cipe del 30 aprile relativa alla programmazione nel settore fognario-depurativo e delle bonifiche che prevede fondi per complessivi 260 milioni di euro.
In particolare, per la depurazione sono state programmati fondi per oltre 217 milioni ripartite in 160 milioni di quota pubblica e 57 di quota privata provenienti dal project financing. Per le bonifiche resi disponibili fondi per 43 milioni. Assieme all’assessore all’Ambiente Francesco Pugliano e al dirigente generale del Dipartimento Ambiente dell’ente, Bruno Gualtieri, Scopelliti (che non nasconde la “preoccupazione che si arrivi all’estate senza interventi”), disegna le prospettive di fuoriuscita dall’incubo ormai ricorrente delle stagioni estive in Calabria: depuratori in tilt e mare inquinato. Un film già visto, purtroppo, a cui si tenterà di ovviare anche con il monitoraggio delle coste attuato come lo scorso anno con le Capitanerie di porto. Anche le Procure sono al lavoro. Il governatore, poi, ha messo in evidenza gli investimenti attuati nel luglio 2010 per 5 milioni e nel febbraio 2011 per 38 milioni, entrambi con fondi Por, per finire con le risorse del Piano nazionale per il Sud, gli attuali 218 milioni.
“La Calabria è in procedura di infrazione dal 2003 – ha spiegato il governatore – e siamo stati deferiti alla Corte di giustizia europea. Abbiamo lavorato per rilevare tutte le infrazioni e riteniamo di avere messo in campo, attraverso uno studio dettagliato e puntuale, una risposta importante. Sono stati individuati 14 interventi per aree omogenee in procedura d’infrazione e due ulteriori relativi agli schemi depurativi di Catanzaro e della fascia costiera vibonese. Il Piano approvato dal Cipe ha ricevuto anche i complimenti del ministro Clini per la celerità e la capacità di risposta. Questi soldi non li deve spendere la Regione ma i comuni verso i quali faremo un’azione di forcing”.
“Dal 2000 al 2010 – ha aggiunto Scopelliti – in Calabria sono stati spesi 461 milioni nel settore fognario e depurativo. Di tutte queste risorse, in particolare i 310 milioni spesi dal 2005 al 2010 non si conosce la strategia di utilizzo. Se la diffida dell’Ue risale al 2003 tutti questi soldi dovevano servire al colmare l’infrazione. Così non è stato. Il lavoro che abbiamo messo in campo adesso è pregevole e organizzato fuori da logiche clientelari o di rapporto con i sindaci e realizzato guardando ai bisogni reali”.
“Scopelliti – ha detto l’assessore Pugliano – ha portato da Roma due risultati in materia di politiche dell’ambiente. Il lavoro del governatore e nostro è orientato a cercare di sanare ritardi e rilievi dell’Ue che potrebbero provocare danni ulteriori rispetto all’inquinamento delle acque”.
Sull’attività di bonifica l’assessore ha sottolineato che tali interventi, in Calabria, “non erano mai iniziati finora”.












