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Il day after di Arena: “la mia città è la capitale dei veleni”

REGGIO SCIOLTA PER MAFIA. L'ex sindaco Demetrio Arena convoca una conferenza stampa in Consiglio regionale alla presenza di Scopelliti e di tanti esponenti del Pdl: "Il mio onore non può essere scalfito, non sono la genesi della ’ndrangheta e non è la mia Amministrazione ad avere generato la ’ndrangheta"
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la conferenza stampa la conferenza stampa

Credevo mi mancasse l’aria, quella che si respira a latere delle conferenze stampa. Quella che aggiunge odori e colori che hanno le forme di sorrisi, ammiccamenti, soddisfazione ex post, grugni, sguardi di sfida e occhi abbassati. Quelli di chi sta lì, per mille diversi motivi, ad aspettare che il sindaco “sciolto” di Reggio Calabria dica la sua. E invece la diretta di Mnews mi ha restituito in streaming, oltre ai primi piani di Demetrio Arena e del suo portavoce, anche l’aria, nelle facce attente che seguivano dalla prima fila (Giuseppe Scopelliti e moglie al centro, un po’ più defilati Alessandro Nicolò e altri politici regionali), Totò Caridi e Gigi Fedele in piedi, sulla destra, insieme a tanta altra gente. Tanta calca. Tanta curiosità.

«Mi riservo di esprimere il mio pensiero in maniera serena e ponderata sulla documentazione prodotta e sulla proposta avanzata dal Ministro dell’Interno al Consiglio dei Ministri», aveva preannunciato l’ex primo cittadino di Reggio Calabria, convocando la conferenza stampa terminata da poco. Appuntamento “a las cinco de la tarde”, “quando l’Arena si coperse di iodio”. Arriva anche all’Astronave, il profumo del mare dello Stretto. Impossibile non rintracciare Garcia Lorca nella memoria, in attesa dell’inizio.

Bizzarra, la scelta di utilizzare come sede in cui esprimere il pensiero pubblico da sindaco commissariato quella della Regione Calabria, ancorché del Consiglio regionale, le cui poltrone si sentono traballare da tempo, ma ancora sono lì, calde e occupate proprio come al Pirellone, dall’altra parte dell’Italia. Certo, a Palazzo San Giorgio non si poteva fare. La diretta parte, con qualche difficoltà, la conferenza inizia con una quindicina di minuti di ritardo. Ci sta, il quarto d’ora accademico. La sala è strapiena. Viene indicata la zona in cui è stata relegata la stampa. E Arena parte.
È triste. Amareggiato. Comprensibile. Sono lunghi, i primi respiri nel microfono dell’ex sindaco dello Stretto. Lunghe le pause. Lunghissima la serata, finita dopo due ore e mezza di parole, di domande, di risposte.

Mentre ci si sta preparando alla maratona, le agenzie di stampa battono l’incipit del decreto del ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, con cui è stato sciolto il Comune di Reggio. È da stamattina in linea nella sua versione integrale, di sei pagine, spammato ovunque dopo la pubblicazione, insieme alle 232 pagine della relazione, sul sito del Fatto Quotidiano. «Il Comune di Reggio Calabria presenta forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata tali da determinare l’alterazione del procedimento di formazione degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione con grave pregiudizio per l’ordine e la sicurezza pubblica. […] L’Amministrazione comunale di Reggio Calabria sciolta per “contiguità mafiose” si è posta in linea di continuità con l’Amministrazione precedente».

Contemporaneamente vengono diffuse dall’Ansa le dichiarazioni del prefetto di Reggio, Vittorio Piscitelli: «Chiedersi se sia giusto o no lo scioglimento del Comune di Reggio di fronte agli arresti e a quanto scritto nella relazione della Commissione d’accesso non so quanto sia giusto. Sono convinto che se il sindaco Arena avesse letto la relazione sarebbe giunto alle stesse conclusioni a cui sono giunto io. Il rinnovo della Suap, che invece non è stata rinnovata, avrebbe potuto proteggere l’Amministrazione dalle infiltrazioni e dopo l’arresto di Rechichi perché aspettare il certificato antimafia della Prefettura prima di sciogliere la Multiservizi? Il Ministro ha preso atto di fatti concreti e delle carte prodotte dalla Commissione. Da parte del Prefetto non c’è nessuna soddisfazione o gratificazione a sciogliere un Comune, ma lo si fa per senso del dovere verso la collettività. Immagino per Reggio un futuro diverso, magari con la nomina a capitale europea della cultura o con il riconoscimento dello Stretto di Messina quale patrimonio dell’Unesco. La mia intenzione è aprire tavoli tecnici per lo sviluppo dell’economia».

Arena non ha avuto il tempo di leggere le dichiarazioni, ma è come se lo avesse fatto: chiarisce subito di non aver letto la relazione. Prevede che i giornalisti, domani, scriveranno, contro le sue dichiarazioni, che se avesse letto “il quinto rigo di pagina 37, forse…”. I giornalisti, appunto. Quelli che sono stati convocati in conferenza stampa e che hanno assistito agli applausi a scena aperta su alcuni passaggi riguardanti l’onore. Quelli che hanno continuato a fare domande fino a pochi minuti fa. Quelli che secondo il governatore delle Calabrie hanno una colpa sostanziale nella situazione odierna.

La verità? Non ho ancora capito esattamente quali fossero le intenzioni di Arena. Tante parole, tante. Forse troppe. Si sono avvitate intorno a pochi concetti, che mi sono più che chiari, invece.

Uno. Reggio è la città dei veleni. Lo ha urlato il suo ex primo cittadino: «la mia città è la capitale dei veleni». La “sua” città. Stessa formula ha usato ieri Scopelliti. Mi sarebbe piaciuto un “nostra”. Mi sarebbe piaciuto sentir declinare il noi, visto che l’intera conferenza stampa si è orientata sulla necessità di salvare la città, tutti insieme, superando le controversie e gli attriti. Per combattere tutti il declino iniziato da quando la commissione di accesso gli ha impedito di fare il sindaco: «Io ho governato questa città per sei mesi. Tutto quello che è successo da gennaio in poi non è la mia gestione». E ancora: «La Commissione d’accesso di fatto ha inibito me e l’Amministrazione di adottare provvedimenti per la città. Dopo il declino d’immagine della città degli ultimi due anni, seguito alla stagione straordinaria vissuta negli anni precedenti, adesso ero il sindaco di un Comune sotto accesso. Da quel momento la città è impazzita, l’istituzione è crollata. Il 13 settembre, posso raccontarlo tranquillamente, avevo un appuntamento con la Corte dei conti per andare a sottoporre la relazione. Il mio interlocutore mi telefona e mi dice: “Non venga più. Si renda conto che è il sindaco di una città chiacchierata. Ci mandi tutto per scritto e con la massima formalità”».

E questo è il secondo concetto: è stata la Commissione d’accesso ad impedire la gestione della città, non la mancanza di liquidità nelle casse comunali, o chissà che altro.

Tre. L’onore va salvato sempre. «Il mio onore non può essere scalfito, non sono la genesi della ’ndrangheta e non è la mia Amministrazione ad avere generato la ’ndrangheta. Anzi, il mio onore è accresciuto in queste ultime ore (lunghissimo applauso dei politici presenti, ndr). È una situazione con cui bisogna fare i conti. Non credo che il commissariamento possa portare effetti. Forse può servire a commissariare il clima, come il governo tecnico a livello nazionale per interrompere un conflitto politico su tutto. Però la Commissione d’accesso per mafia è un’altra cosa. Se si voleva intervenire c’erano strade diverse. È stato come succede nelle guerre: gli aerei hanno bombardato l’intera città, non solo gli obiettivi bellici».

Quattro. Non ci sono responsabilità, non ci sono scarichi di responsabilità, come non ci sono state prese di distanza: «Qualcuno mi ha detto, perché guadagnassi credibilità, che dovevo prendere le distanze. Forse avevano ragione loro. Qualcuno mi ha detto “Scopelliti ha scaricato su di te le proprie responsabilità”. Questo non va bene, perché in una città che sta vivendo un dramma, che è in tensione dal 2010 ed è in fibrillazione, affermazioni del genere potrebbero portare a contrapposizioni che non giovano». Al termine della conferenza, per inciso, Scopelliti gli restituirà il favore: «È stato perfetto ciò che ha detto il sindaco. Ho condiviso ed è da condividere. Questo è un atto che francamente non aiuta la democrazia in questo Paese. Decisamente no, la ’ndrangheta non si combatte così».

Cinque. Il problema generatore di ogni cosa è la tendenza a dividere «tra chi stava con Scopelliti e chi stava dall’altra parte, quindi tra chi stava con Scopelliti e la ’ndrangheta e chi stava dalla parte per bene». Sic.

Cinque. Alle cinque della sera.
Il toro già mugghiava dalla fronte
alle cinque della sera.
La stanza s’iridava d’agonia
alle cinque della sera.
Da lontano già viene la cancrena
alle cinque della sera.

E adesso, che le cinque sono passate e che i diciotto mesi in cui i tre commissari non saranno sufficienti a risolvere le cose (parole di Arena: «Ci vuole una squadra numerosa per governare una città come Reggio, non possono essere tre, forse non ne bastano nemmeno dieci. Diciotto mesi sono un arco limitato, non possono essere sufficienti per liberare dalla ‘ndrangheta»), esistono persone in grado di salvarla, la nostra città, visto che la “sua” è persa?

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4 risposte a Il day after di Arena: “la mia città è la capitale dei veleni”

  1. decamp scrive:

    QUANDO LA LOTTA SI FA DURA: IL PD E LA NUOVA COALIZIONE SI ESPRIME AL MASSIMO E CON ITALO JUNIOR ENTRAMBI BEN PETTINATI E MUTI, SU LA7

    FORSE ANCORA NON HANNO CAPITO LA PAROLA CONTIGUITA’ O STANNO CERCANDO DI CAPIRE SE E’ RIFERITA ANCHE A LORO.

    ROBA DA RIDERE CHE FIGURA DI CACCA, DOPO MESI DI TRISTI COMUNICATI, ORA CHE POTEVANO DIRE QUALCOSA URLANDO IN FACCIA AL GRANDE PEPPEDJ,
    MANCO UN GRIDOLINO, ROBA ALLUCINANTE E QUESTI DOVREBBERO RAPPRESENTARE LA NOVITA’ IN QUESTA CITTA’, MA CHIUDETEVI IN UN PICCOLO C………SO E TIRATE LA CATENELLA.

    LO DICO E LO RIPETO SE NE VOLEVATE LA PROVA ORA L’AVETE,
    SIETE DEGLI INCAPACI E VI POTETE SFOGARE PARLANDO SOLO SU FACEBOOK O SCRIVENDO AI VOSTRI AMICI, ROBA TRA VOI COME DIREBBE QUALCUNO.

    SEMBRAVANO GLI ELEGANTINI TRA DAME BEN PETTINATE, COME APPENA USCITE DAL PARRUCCHIERE O DAL FAMOSO BARBIERE DI PAPA’, A FAR SOLO DA COROLLARIO A QUELLO, DEL TURISMO CHE ABBIAMO PERSO GRAZIE AL COMMISSARIAMENTO E AL CITTADINO DI TERRETI CHE NON SA PIU’ A CHI CHIAMARE SE GLI MANCA L’ACQUA,
    BE PUO SEMPRE SPERARE NELLA FAMOSA DIGA DEL MENTA DI TRADIZIONE LOIERANA E ORA SCOPETTIANA.

    POVERI NOI COME SIAMO CADUTI IN BASSO, PEGGIO DI COSI SI PUO SOLO MORIRE
    TUTTI IN ATTESA DELLA MANNA DAL CIELO, GDM, COOPERATIVE SOCIALI, CON LUI, PEPPEDJ, CHE NON ASPETTAVA ALTRO CHE SERTIRSELO DIRE, NO VI PREOCCUPATE PAPA’ E GRANDE E FARA’ SEMPRE QUALCOSA PER VOI.

    FORZA, ORA PREPARATE IL VESTITO NUOVO, ARRIVA VENDOLA E DUE DI BUONA FAMGLIA, UNU CA SCRIMA E L’AUTRU EX COMUNISTA SFEGATATU, DA FAR SALIRE SUL PALCO, VANNO BENISSIMO, A CONFERMA DEL FAMOSO CARTELLO DEGLI INTENTI ANCHE QUI.

    CIAO CIAO RRIGGIU, SPERIAMU I COMMISSARI MI RESTUNU A VITA ETERNA,

    CHE TRISTEZZA CHE DELUSIONE, CUANDU SI RICI “U CUNNU A MANU RI CRIATURI”

  2. decamp scrive:

    QUANDO LA POLITICA DA BUONI ESEMPI: IL GRANDE SCAJOLA ORMAI HA FATTO SCUOLA

    SCAGGHIOLA, MA COMU MI PUTIVA IMMAGINARI CHI MI STAUNU PAVANDU A CASA JEU C’ERA MA NON VITTI NENTI, FIRMAI E M’NDI IA, AVIVA AUTRI AFFARI I FARI

    BUONA VITA REGGIO,
    PIU’ CHE UNA CONFERENZA MI E’ SEMBRATA UNA CONVENTION PER LE PROSSIME ELEZIONI, MANCAVA SOLO SILVIO, A GRIDARE, COMUNISTI SIETE TUTTI COMUNISTI, SENZA PENSARE CHE MANCO QUELLI CI SONO PIU’

    VOTA A NTONI , VOTA A NTONI ………………………. CUCU’, SETTI MA MAU…………..

    I LAPUNI MBUCCUNU E RIGGIU MORI
    DUMANI SPERIAMU MI MANDUNU UN POCU I CARRARMATI E NU POLIZZIOTTU CU MITRA PI OGNUNU I NUI

    MINCHIA C’ERA UNU CHI SI CRIRI GIORNALISTA MI PARI CHI PURTAVA L’OCCHIALI,
    A SICUNDA PAROLA CUMINCIAVA A BIRBIARI E NON SAPIVA CHI DUMANDA AVIVA A FARI, E FALLA STA RUMANDA E NON GIRARI A NTORNU O PROBLEMA, SITI SCHIANTATI ANCORA PRIMA MI BIRBIATI……………………..

    ED ORA CRONACA DI UN FALSO SCOOP: I GIORNALISTI DA RIPORTO SI SBIZZARRISCONO CON LA RELAZIONE FAMOSA

    AIERI COMU O SOLITU MI RUSSIGGHIA CHI ERUNU I SEI, UN POCU PI IATTI UN POCU PIRCHI NON DORMU ASSAI.
    DOPU CHI NCI RUGNU A MANGIARI E IATTI E MI PIGGHIU U SOLITU CAFE’, IAPRU I TEATRINU RU MUNDU E CUMNCIU A PASSIARI PI STA COSA STRANA CHI CHIAMUNU RITI,
    CHI PAROLA ASSAI ADEGUATA A RIGGIU, BENI CUMUNCIU A SFUGGHIARI STI PAGINI E MI MBATTU SUPRA O SITU RU FATTU E SCOPRU STA BELLA RILAZIONI.
    MINCHIA PINSAI ORA MI SCIALU MI LEGGIGU SCRITTI A TUTTI NDA INTRA E CUSI’ A PRIMA COSA CHI FICI, COMU NU BBONU CRISTIANU E CURIUSU ASSAI, VIRIMU SA POZZU SCARRICARI, NENTI NON NCI RINISCIA, VA BO MA LEGGIU E DOPU CHI MA LIGGIA NU POCU, MI STANCAI E PRUVAI MA SCARRUCU I NAUTRA PARTI.

    NENTI NUDDU AVIVA ANCORA PUBBLICATU STA BELLA E BINIRITTA RILAZIONI E VA BO SPETTAMU TANTU A RIGGIU CI SUNNU CHIDDI MEGGHIU I MIA, SICURU CHI NAUTRA PARA D’URI A TROVU BELLA E CUNSATA.

    E COMU PINSAI SUCCIRIU, PERO CHI CUMMEDIA, CHI SCENEGGIATA, PARIVA NU VIA VAI I PACCI NFURIATI A CU MA SPARA CCHIU ROSSA.
    COMU RICIVA GIUNTA “…. AUNDI NC’ESTI SEMPRE UNU CCHIU DRITTA I TIA……..” ERA RA MATINA PRESTU CHI STA COSA ERA PUBBLICATA E SICCOMU A RIGGIU SIMU SPECIALI NCI VOSURU PARECCHI URI I RIFLESSIONI MA RIPORTUNU PURU A RIGGIU.
    COMU SEMPRE SUCCERI A RRIGGIU MAI ORGINALI, MA A COSA CCHIU SINGULARI ESTI CHISTA:

    CORRIERE DELLA CALABRIA: LANCIA LA RELAZIONE SOTTOFORMA DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE, CON UN TITOLO INQUIETANTE “PALAZZO INFETTO CHE GIA’ VENIVA LANCIATO NEGLI ARTICOLI PRECEDENTI COME DIRE NOI SI CHE SIAMO BRAVI CON I MESSAGGI, COSI I PACCI MA ESTI CUSI’ ARRIGGIU SIMU CUSI’ ORIGINALI ASSAI.
    MA COSA CCHIU’ STRABILIANTI ERA CHI STA PUBBLICAZIONI ERA A PAGAMENTU.
    MINCHIA RISSI ORA NADA FANNU PURU PAGARE COMU SUCCIRIU CU LL’AUTRU LIBBRU SUPRA A CASTA COMU SI RICI U COPIA E NCOLLA CUSTA FATICA E CU VOLI SAPIRI RU BURDELLO AVI A PAGARI.
    CERTO UN POCO COME LA DIVINA COMMEDIA COMMENTATA, EVVIVA LA LIBERTA DI STAMPA E DI PAROLA.

    DOPO QUALCHE ORA LA STESSA VIENE LANCIATA DAI NOSTRI CARI GIORNALAI OPS SCUSATE GIORNALISTI DA RIPORTO, QUESTA VOLTA GRATIS CHE ALLEGRIA,
    PINSAI, ORA MA POZZU LEGGIRI E SENZA MA PAGU CHI CUMMENTI I CHIDDI CCHIU DRITTI I MIA.

    VISTA LA SITUAZIONE, DOPO UN POCO, GIRAVOLTA DEL CORR-CALABRIA, ANCHE LORO LA DANNO GRATIS,

    SI UN POCO COME CERTI ONOREVOLI MESSI LI A TRASTULLARE IL CAPO, TRA UN DECRETO E UNA LLISCIATINA DI PELO OPS DI POPOLO

    ALTRA SITO DETTO DEL CANNOCCHIALE: LANCIA LO SCCOP DEL FATTOQ CON GRANDE ENFASI,
    MANCAVANO SOLO I FUOCHI D’ARTIFICIOM, SI COMU A CHIDDI CHI NDI FANNU OGNI ANNU PA MARONNA
    MA SICCOMU STU SANTU GIORNALISTA, ESTI MODERATU E DELICATU ASSAI, SI SCUSA CON GLI EVENTUALI CITATI CHIARENDO CHE LUI COLPA NON HA.
    COME IN QUEL FILM FAMOSO, CHE, NON HA CASO SI CHIAMA, MISERIA E NOBILTA’, DOVE IL BAMBINO
    SCAPPATO DI CASA DICE ” VINCENZO M’PADRE A ME” GRANDE TOTO’, GRANDE QUANTO GIUNTA DI REGGIO,

    DETTO QUESTO, ESPRESSIONE FAMOSA E IN ONORE DEL SITO CANNOCCHIALE,
    CUMINCIA A PINSARI TRA MIA E MIA E MENTRI PINSAVA, MI DUMANDAVA MA CHI CHISTU NCI FACI O NCI E’,
    MA CU CUI SI STA SCUSANDU, NCI CRIRI O NO A STU BURDELLU RIGGITANU.

    MA A COSA CHI MI MACINAVA A TESTA ERA NON E’ CHI STU SANTU CRISTIANU JOCA COMU JOCUNU TUTTI CA SORTI I STA MALIRITTA CITTA’.

    ECCU FORSI CHISTU MI PARIU MEGGHIU COMU RAGIUNAMENTU E SICCOMU SUGNU I STA CITTA’ MI RASSERENAI UN POCU E CUNTUNAI CA LITTURA I STU ROMANZU SCRITTU A MITA’

    IL RESTO E SOLO CRONACA CHE ORA TUTTI SANNO E FATE VOI A GIUDICARE LA STORIA CHE PURTROPPO NON SI PUO’ CAMBIARE PERCHE’, COSA FATTA RESTA, C’E’ SOLO DA LEGGERE ATTENTAMENTE OGNI COSA E PER NON FINIRE NEL TRITACARNE DEL FINTO GIORNALISMO RIGGITANO.

    PERO PER CHIDERE IN BELLEZZA MENU MALI CHI ORA RRIVA PURU VENDULA, SI SINTIVA PROPRIU A SO MANCANZA, PRIMA MI SINTUMU I SO PARULUNI MI PIACIVA SAPIRI CHI PENSA I DON VERZE, PACI ALL’ANIMA RI SO CUMPARI, OPPURO PER ESEMPIU I CHIDDI CHI PUTIVUNU VUTARI CUNTRA E NON VUTARU PI NON MI SBAGGHIUNU CHI CUMPAREDDI RU SO PARTITU, SANU E SANIZZU E CHI OGGI TUTTI I PAGAMU A CARU PREZZU……

    BUONA VITA PAOLA,
    SOLO 4 ANNI FA, NON 15 ANNI, IN QUESTA CITTA’ AVVENIVANO COSE CHE VOI UMANI NON POTETE NEANCHE IMMAGINARE, TANTO PER RESTARE IN TEMA DI CITAZIONI, FIGURIAMOCI 20 ANNI E 30 O 40 IL PROBLEMA E’ COME DICE QUALCUNO: ORA CON CHE COSA CON CHI SI DOVRA’ CAMBIARE ROTTA?

    IO UN IDEA L’AVREI MA SICCOME CREDO NEI 10 COMANDAMENTI E NON VADO IN CHIESA TANTO PER ANDARCI, QUANDO CI VANDO, NON MI BASTA L’ASSOLUZIONE DOMENICALE PER POI CONTINUARE A FARE LE PORCATE IMMONDE NEL RESTO DEI GIORNI, PER ME NON FUNZIONA COSI’ FORSE PER LE MENTI ECCELSE DI QUESTA CITTA’ SARA’ SEMPRE COSI LORO NON AVENDO ALCUNA CAPACITA’ CRITICA SU STESSI SI FIGURI SE POSSONO AVERLA PER GLI ALTRI.

    SE VUOLE UN GIORNO LE SPIEGHERO PERCHE SCRIVO QUI LE MIE MODESTE RIFLESSIONI E NON DA ALTRE PARTI, ANCHE, PERCHE’ NON MI PIACE MANDARE LETTERE D’AMORE SCONFINATO SENZA PENSARE UN’ATTIMO A CHI SONO E DA DOVE VENGO.
    DA NOI E’ LA REGOLA E LA RETE LO DIMOSTRA IN TUTTA LA SUA GRANDEZZA, PRIMA ERANO QUISQUIGLIE OGGI SIAMO TUTTI DI SERIA A.

    GIA’ FORSE TUTTO COMINCIA DA LI’, IO TORNAVO, DOPO 5 ANNI DI VITA ALL’ESTERO, E LA MIA CITTA’ ERA IN SERIE “A”, PERO’ MI ACCORSI SUBITO DI QUANTO FALSA ERA QUELLA REALTA’, PER NULLA CAMBIATA DOVE I DIRIGENTI DI ALLORA ERANO STREMATI PER I RISULTATI OTTENUTI, AL PUNTO CHE LI VEDEVO NNARCARSI TRA UNA CONFERENZA E L’ALTRA, CON I TONI DI SEMPRE MA MOLTO PIU’ RADICAL “SCIC” DEGLI ANNI PRECEDENTI,
    PURU ALLURA PINSAI MA CHISTI NMPAZZIRU O FURU SEMPRI CUSI, VO VIRIRI CU POTERI I FICI MPAZZIRI OPPURU SI MBRIACARU PRIMA ANCORA MI NASCINU.

    PENSI SOLO UNA COSA, DOVE SONO ANDATI A FINIRE I DIRIGENTI DI ALLORA E COSA HANNO FATTO PER LA LORO CITTA’ DOPO. TUTTI PIU’ O MENO SISTEMATI DOPO UN FUGGI FUGGI GENERALE,
    CHI DALLA PARTE OPPOSTA, CHI SISTEMATO A ROMA CHI HA MANOVRARE CONTINUAMENTE NELL’OMBRA, PER NON PARLARE DELLE LOTTE INTESTINE TRA DI LORO.

    MENTRE QUI BEN IN VISTA I SOLITI FIGGHIOLEDDI A PURTARI NA CRUCI SENZA SAPIRI VERAMENTI RUNDI VENI TUTTU STU BURDELLU E SU SANNU SUNNU PURU CONNIVENTI, ALTRO CHE CONTIGUITA’.

    A RIBBUONAVITA NGNURA PAULA

  3. Pingback: REGGIO SCIOLTA PER MAFIA/ Alfano, Gasparri e La Russa contro il Governo: esplode la polemica | Scirocco News

  4. Grazia Marrapodi scrive:

    Ha usato il termine corretto… La mia città… E Così che ha pensato, ed agito, LA LORO CITTA’,
    da usare, sfruttare, offendere…

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