Attualità

La7 manda “in onda” la Reggio che non c’è, a piazza Italia

Sabato sera Porro e Telese hanno recitato a soggetto: una diretta dallo Stretto, il governatore Scopelliti in studio, la chiamata a raccolta dei giorni precedenti per comparire davanti alle telecamere. Cronaca di una serata a misura di piccolo schermo

Mi dimetto. Proprio così: mi dimetto da me stesso.
Inutile continuare a metterci la faccia, ma soprattutto le mani, che si sono consumate a furia di lavarle, quando ogni giorno scopro tanti e tanti altri molto più bravi di me, a lavarsene le mani.

Troppi Ponzio Pilato, in giro. Troppi. Visto che chi dovrebbe farlo non lo fa, mi dimetto io. Basta Ponzio Pilato. Non ci sono più. Non chiedetemi più di lavarmi le mani.
Le voglio tenere sporche per un po’. Tanto, ve lo posso confessare, visto che ormai mi sono dimesso da me stesso, non basta lavarle per pulirle, per scacciare le colpe. Le colpe commesse con le mie azioni. E le colpe commesse con la mia ignavia, con la mia indifferenza, con il mio costante prendere le distanze. Con il mio non schierarmi mai, con il mio non decidere mai da che parte stare. Se ci pensate siete tutti un po’ Ponzio Pilato come me. In tanti potreste prendere perfettamente il mio posto.

È ora di farle respirare, queste mani sempre bagnate. Perché abbiamo passato la misura. Avete capito a cosa mi sto riferendo, immagino. Proprio così. Le azioni – e soprattutto le non azioni – conseguenti alle dissertazioni, kantiane o machiavelliche poco cambia, sulle contiguità in riva allo Stretto. Chiarisco solo per un attimo, perché di fatto applicare la legge sarebbe il mio mestiere, che nel diritto il principio di contiguità è quello per cui uno stato che esercita la sovranità su un tratto di costa la acquista anche sulle isole che sono in prossimità di quella costa. Vorrei ripetere il concetto, perché non sfugga la sottile definizione di contiguità (essere a contatto, in italiano, se non erro). Mi sembra piuttosto chiara la pervasività del potere che ingloba sotto di sé non solo la costa che si amministra, ma anche le isole al di là delle coste stesse, e del mare. Chiudo la parentesi ritornando alla questione principale. Le dimissioni da me stesso.

Ci sto pensando da qualche giorno. Da quando chi avrebbe dovuto essere conseguente alla contiguità, invece che dimettersi, ha iniziato a urlare al complotto, trovando una pletora di voci che si sono fatte coro intorno a lui. Jole Santelli (scrive l’Ansa “deputata del Pdl”. Ma deputata a che?) è sola l’ultima in ordine di arrivo: avrà saltato il pranzo di domenica, per fare la battuta sugli ambulanti?
Ogni minuto trascorso dopo la lesa maestà dello scioglimento del comune di Reggio Calabria, gli sproloqui si sono aggiunti agli sproloqui. Ed è passata appena una manciata di giorni: martedì prossimo sarà una settimana.

Ma la ciliegina sulla torta – la goccia che ha fatto traboccare il vaso e farmi decidere di rovesciarlo definitivamente per terra mi sembra più pertinente, date le circostanze – è andata “in onda” ieri sera. Da qualche giorno girava per i social net il messaggio del gruppo giovanile di Riferimenti. Che, per chi non lo sapesse, è “un’associazione di impegno civile”, che si sottotitola “Coordinamento nazionale antimafia”. Adriana Musella, fondatrice e presidente di Riferimenti, è la figlia di Gennaro Musella, ingegnere salernitano che aveva trasferito in Calabria la sua azienda in opere marittime, fatto saltare in aria trent’anni fa, ancora oggi privo di un colpevole o un mandante.
Ieri spiegava dall’home page della sua pagina Facebook: «Stasera alle 8,30 Reggio Calabria parteciperà alla trasmissione In onda della7 con un collegamento da Piazza Italia. Sono stata contattata dal giornalista David Parenzo che mi ha invitato ad intervenire e mi ha chiesto di suggerirgli alcune persone da intervistare. Ho provveduto a metterlo in contatto con alcuni giornalisti e col pm Giuseppe Lombardo che stamattina rilascerà un’intervista registrata. Personalmente non potrò partecipare perché sono fuori regione […]. Chi può intervenga perché la città ha bisogno di fare sentire la propria voce, quella pulita, s’intende. Reggio Calabria ha bisogno di essere riscattata ed è ora che i cittadini apportino il proprio contributo anche d’opinione, non restando ulteriormente rintanati ad assistere alla finestra passivamente. Dimostriamo che Reggio Calabria non è solo mafia ma che la gente onesta c’è e reagisce. Partecipate e passate parola!!!! Un abbraccio». Per chi se la fosse persa, la sua firma campeggia in bella vista sul cosiddetto “manifesto Bombino”, quello che è stato letto come l’estremo tentativo di legare le sorti del Comune in odore di scioglimento alle sorti della città. Seguito dai comunicati multipli del Pdl, del tenore: se Reggio verrà commissariata, la vergogna si abbatterà su tutta la città e su tutti noi. Giusto per la cronaca, e per i ricorsi storici.

Era palese un po’ a tutti che sarebbe stato difficile rappresentare esattamente gli umori della città, con il governatore Scopelliti comodamente seduto e piacione tra un Porro e un Telese che forse neppure saprebbero indicarla sulla cartina geografica, Reggio di Calabria. Era altrettanto facile immaginare che non ci sarebbe stato contraddittorio, ad esclusione delle battutine di Dario Vergassola, anche lui mai assurto alle cronache come esperto meridionalista. Ma quello striscione “commissariamento=vergogna” era obiettivamente difficile da sostenere, ancor prima che da digerire. A tal punto da spingerla a digitare di sé in terza persona, sempre su Facebook: «Adriana Musella denuncia il comportamento poco serio dell’inviato della 7 a Reggio Calabria. In questo momento sta andando in onda un collegamento artefatto. Il coordinamento Riferimenti è stato ingannato e strumentalizzato insieme alla mia persona. Una manfrina organizzata che riporta davanti alle telecamere questo striscione “Commissariamento uguale vergogna! È uno schifo!!!!». E poi, ancora: «Chiaramente lo striscione è stato preorganizzato da loro! a noi avevano chiesto di organizzare presenze e giovani. In piazza c’è tutt’altro! Ci hanno ingannato! In piazza i nostri giovani hanno trovato già organizzato una manifestazione politica. Il campione di giornalismo, l’inviato si chiama Parenzi. Passate parola e Denunciate. Reggio Calabria ancora una volta calpestata e noi con lei». Mi piacerebbe sapere quanti erano, quei giovani: fossero stati un congruo numero (bastavano una, due decine: la telecamera non ha inquadrato più di una quarantina di persone) avrebbero potuto mettersi davanti agli striscioni, coprirli, farsi sentire. Le scuse ufficiali tre ore dopo, ancora su Facebook, al termine della trasmissione: «Riferimenti e Adriana Musella si scusano per aver invitato gente a partecipare al Collegamento che la7 ha Fatto da Reggio Calabria. La città è stata ancora una volta strumentalizzata e noi con lei. La trasmissione si è rivelata costruita in malafede».

Sublime, no? La città, a partire proprio dalla Musella, ha disertato piazza Italia, la diretta è stata eterodiretta, il contradditorio è stato messo al bando, e verrebbe fuori che sia stata la città ad essere strumentalizzata, e non quei pochi che hanno deciso di raggiungere, ieri, piazza Italia.

E ditemi, ora, se non faccio bene a dimettermi da me stesso.

Di Ponzi Pilati ce ne sono tantissimi, sparsi per il mondo. Ma per qualche strana coincidenza astrale la maggior parte si è concentrata nell’imbuto dello Stretto: ieri ne abbiamo visti tanti, “in onda”. Sarà perché c’è così tanta acqua, pur se salata?

Magari non mi dimetto, no. Mi trasferisco in pianta stabile nella “città sciolta”, per confondermi tra i tanti me che continuano a sorridere alle telecamere.

Dopo lo scioglimento di Reggio Calabria, il governatore Scopelliti dovrebbe dimettersi?

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11 risposte a La7 manda “in onda” la Reggio che non c’è, a piazza Italia

  1. Andate Via scrive:

    Il recente commissariamento del comune di Reggio Calabria per contiguità mafiosa, amministrazione che già dalla campagna elettorale si era posta esplicitamente nel segno della continuità con le precedenti gestioni dell’ex-sindaco Giuseppe Scopelliti e la sua scellerata gestione economica che nel giro di dieci anni ha prodotto un buco di non meno di 170 milioni di euro hanno palesemente decretato il fallimento del cosiddetto “modello Reggio”.
    L’esportazione in ambito regionale di questo rozzo modello amministrativo che si è dimostrato nei fatti l’humus ideale per le collusioni mafiose, le clientele ed il malaffare, il crescente numero di consiglieri regionali inquisiti ed arrestati, le indagini ed i procedimenti giudiziari che coinvolgono personalmente il governatore Scopelliti e persino le sue ultime allucinanti esternazioni impongono che l’attuale giunta Scopelliti si dimetta subito per evitare ulteriori gravi danni economici e di immagine alla comunità calabrese.

    http://firmiamo.it/dimissioni-della-giunta-regionale-calabrese

    http://www.facebook.com/groups/andatevia
    http://www.andatevia.org |

  2. Ponzio Pilato scrive:

    Calme, signore. Calme.

    Mi chiedete troppe cose insieme, io sono uno che si confonde facile, anche quando le opzioni sono solo due: non ricordate?

    Intanto mi corre l’obbligo di fugare due dei vostri tanti dubbi atavici.
    1) No, non ero a piazza Italia, sabato sera. L’ho guardata in quella scatola… come la chiamate, tivù? E su quello che ho visto ho preso le mie decisioni, comunicandole con lo scritto.
    2) No, non sono un giornalista. E non penso di esserlo. Mi devo vergognare anche per questo?

    Poi, signore care. E signori, anche. Ma soprattutto signore: dai vostri commenti si evince con certezza che non vi è assolutamente chiaro il mio pensiero. Non ho intenzione di spiegarvelo nuovamente, perché se non sono riuscito a farmi comprendere da voi la prima volta, sarà ancora più difficile che ci possa riuscire la seconda. Però avete preso un abbaglio, ve lo garantisco.
    Le dimissioni di cui ero in attesa sono state sostituite da una falsificazione della realtà in formato piccolo fratello. Per questo mi sono convinto a dimettermi da me stesso.

    La vostra Adriana era uno spunto per avvalorare la mia tesi: sono state le sue dichiarazioni a farmi capire a quale punto i contenitori televisivi possano arrivare pur di mistificare la realtà. Uno spunto, nulla più. Signora Marilena Mia, le sembra che chi, come me, davanti a ogni problema è abituato a lavarsene le mani, possa aver voluto, anche solo per un attimo, “accusare La Musella”? Signora Maria, dove avrebbe letto che avrei reflussi gastrici “stimolati dall’attività dell’Associazione Riferimenti”? Ripeto, le gerbere erano null’altro che uno spunto, ma stavolta pare proprio che vi abbiano abbagliato.

    Ad majora

    • Maria scrive:

      Beh.. che lei non era un giornalista si era capito.
      L’improvvisazione regna sovrana….il problema e che non si parla di Commedia dell’arte.
      Comunque le chiarisco un punto, visto che me lo ha chiesto, il termine “reflusso gastrico” era per definire l’acidume che ho letto nelle sue parole.
      infine…..le consiglio vivamente di provare la trincea e non il comodo divano prima di buttare giù due parole a caso.

  3. Maria scrive:

    Leggo sconcertata cotanto acidume e ancora una volta mi viene il voltastomaco nel pensare e metabolizzare che questo è,come diceva il poeta, ” u paisi i giufà“!!! (N. Giunta)
    La cosa che, più di tutte, mi fa apparire sul volto quel misto di sorriso amaro, è, che in questa città ognuno guarda, scruta e fa la “comare del bizzolo” (termine per definire “certe” persone che godono nel farsi i fattacci degli altri) solo ed esclusivamente al “proprio vicino”, ma quando invece c’è da scrutare e tirar fuori determinati “altarini” dei potenti, certo giornalismo non si espone.
    Sono molto curiosa di conoscere il suo vero nome Egregio Sig. Ponzio Pilato, sa come si dice….”la curiosità è donna”.
    Leggo che il suo problema, anzi il suo reflusso gastrico è stimolato dall’attività dell’ Associazione “Riferimenti”,ognuno è libero di esporre la propria critica, ma una domanda mi sorge spontanea…come mai segnalare solo “l’inerzia” dei giovani di “Riferimenti” che non hanno fatto a cazzotti per coprire gli striscioni nauseabondi, e non quella di taluni personaggi politici e non, che hanno pensato bene di farsi e fare propaganda politica??? perchè sig. Pilato non indignarsi ai servizi televisivi dei giorni prima lo scioglimento del comune, di quei giovani studenti, manipolati ad hoc, che manifestavano contro questa possibile decisione???mi domando, ma invece di trovare sempre il “pelo nell’uovo”, in chi realmente e sulle proprie spalle ha fatto della propria vita una missione antimafia, non cerchiamo di cambiare le sorti di questa città attivamente, invece di essere i servi del potente di turno?
    Io sono: laureata e disoccupata….artista e attrice e in questa città e da questa città non ho avuto mai niente, io lo so e lo sanno tutti che vive solo chi ha i “compari” in Paradiso.
    Sono indignata al solo pensiero di dovermi fare le valige di cartone, come ai miei nonni, e fuggire da questa terra… la mafia soffoca la gente, quella per bene!
    I giovani di “Riferimenti” non hanno riempito la piazza forse, ma erano li!
    Egregio giornalista, lo sa che anche un piccolo seme può dare dei frutti???e poi magari altri semi che si moltiplicano in altrettanti frutti, lo sa Sig. Pilato che cosa fa la Sig.ra Musella durante l’anno?? pianta questi semi nelle scuole, dentro la coscienze dei giovani.
    Di mafia bisogna parlare……e parlare,” il bello che c’è”(come direbbe qualcuno) non ci serve a niente se è soffocato da una cancrena che ha il nome di ‘ndrangheta!

  4. Marilena Mia scrive:

    sei solo un venduto peggio di Ponzio Pilato !!!!LUI si lavo’ la coscienza..lei si lava bene le mani. Ma come si permette ad accusare La Musella??? che s’impegna da anni??? lei caro “giornalista”ho molti dubbi sulla sua professionalità! Un articolo scritto cn i piedi nn lavati, sporche e sudice di menzogne.. :questo striscione è una VERGOGNA. ““commissariamento=vergogna”. SA DI CHE COSA SI DEVE VERGOGNARE LEI?? DI PENSARE DI ESSERE UN GIORNALISTA E’ SOLO UN VENDUTO! VOI VI LAVATE LE MANI E L’ACQUA SPORCA LA BUTTATE CN TUTTO IL BAMBINO. …………è lei che si deve vergognare e chiedere scusa al presidente di un associazione che s’impegna da anni x la LEGALITA’ ma forse lei caro”giornalista” questa parolina nn la conosce bene.

  5. Domenico crea scrive:

    Penosi osceni stomachevoli Il sindaco nuovo modello vecchio si era rivolto all’avvocata cittadina del consolamento, affinchè intercedesse verso una certa cultura disgregante ed autolesionista, che rappresenta il male principale della nostra comunità, per debellarla definitivamente. Basta livore, basta divisione, basta contrapposizioni. Reggio ha bisogno di unità, coesione e consapevolezza delle proprie potenzialità” . Amen e ave maria. Il sindaco nuovo modello vecchio insieme alla cricca comunale, democraticamente ordinava all’opposizione o ad anche ai cittadini ci esercitare il diritto-dovere, che è la base di ogni democrazia e che è quello del confronto e del dissenso. Fascisti qual sono, hanno bisogno di un capo che pensi per loro, e di sviolinatori di culture della magna-magna, perchè culture moderne e nuove non ne hanno. Il gregge sta sotto, a piazza venezia, e mentre l’animale urla”cittadini volete la guerra?” rispondono sì belanti….armatevi e partite…… La democrazia ve la abbiamo portata noi……ora il giovane,in trasmissione ha diritto di parlare e dire quel che pensa e quel che pensa è lontano anni luce da noi, ma parla deve parlare…….ma si ricordi che, prima dei suoi slogans gratuiti e prima di altre urla……si ricordi di mettere prima, sul piatto, 120 milioni di euro (come vorrebbe il sindaco nuovo, modello vecchio) perchè come notificato non ci sono e non ci sono perchè la cricca li ha divorati ed allora, a naso, si capisce che dovrebbero tacere, vergognarsi e scusarsi. E si ricordino che nè l’avvocata del consolo nè le reliquie insigni del santo declassato, salveranno questa stupida città se prima non verr’ eliminata tolamente la merda che vi regna!!!!

  6. decamp scrive:

    QUANDO LA CITTA’ STRILLA MEGLIO LAVARSI LE MANI: PIU’ DI COSI SI MUORE

    SE AVESSI PREVISTO TUTTO QUESTO DATI CAUSA E PRETESTO, AVREI TRATTO LE ATTUALI CONCLUSIONI

    DA UNA PARTE, OVVERO A DESTRA
    MA UNDI VULIMU IRI CU STA GENTI, U BELLU E CHI FANNU PURU PARRARI ANZI ITTARI FISSARI
    RA BUCCA COMU CUANDU U SCECCU PIRITIA.
    U BELLU CHI DDA SPECI I TROGLODITA ERA MBRISCHIATU CHI VALLETI RU MODELLU I RIGGIU, E SICCOMU CHIDDA CHI SI CUNFUNDI PU SO CUGNOMI, NON ESTI MANCU I RIGGIU, NCI VOLI BENI E S’APPASSIONA ASSAI CUANDU SENZA MI S’ACCORGI I SO PAROLI SUNNU CHIDDI I NUDDU MBRISCHIATU CU NENTI, MAH CUSAPI U PIRCHI O SI LAVURAU MAI NTA SO VITA, FINALMENTI NDI PUTIMU VANTARI PURU NUI PIRCHI TRUVAMMU A NAUTRA CHI SSIMIGGHIA A SANTADECHE, FIMMINA CHI PALLI DALLA PAROLA TAGLIENTE E DALLA LACRIMA FACILE PRO MARONNA MMACULATA.

    POI NC’ERA L’AUTRA VALLETTA CHI SGOMITANDU CIRCAVA PAROLA, MA NENTI L’AUTRA ERA TANTU PIGGHIATA CHI MANCULICANI PARIVA ARRABBIATA,
    ORA SICCOMU CHIDDA CHI SSUMIGGHIA O GRIRU I MUNC, MINCHIA PARI A STESSA,
    ESTI MUNGARUSA ASSAI, MA CUANDU S’INCAZZA PURI IDDA SI FACI A SINTIRI,
    MI RICORDU I NA STORIA VISSUTA CU IDDA, NA VOTA A NCUNTRAI CHI FACIVA A SPISA NTA DDU SUPER O PONTI RA LIBERTA’, CHIDDU CHI ORA SI POTI CHIAMARI UN PONTI RA VIRGOGNA, PRIMA ANCORA MU CUNTA CHIDDU RA TELEVISIONI POSITIVA,
    MENTRI GIRAVA COMU NA FORSENNATA TRA LI SCAFFALI, NON MI PERDI A FILA PUSAU U CANNISTRU RA SO SPISA IN FILA E IDDA CUNTINUAVA A PIGGHIARI ROBA, MA SICCOMU AVIVA PRESCIA INTRO O CANNISTRU AVIVA L’OVA O MALIRITTA LA SFURTUNA NON VOI MI SI VOTA TUTTU E ST’OVA MI SI RUMPUNU LLATRIANDU TUTTU U PAVIMENTU,
    APPENA TURNAU I LLULTIMU GIRU E VITTI STA SITUAZIONE NON VOI STA GRAN FIGGHIA DI SPACCIATA MI SA PIGGHIA CA GENTI DDA VICINU, CUMNCIAU A LLUCCARI COMU NA FORSENNATA ROBA CHI SA VIRIVA GIUNTA NCI FACIVA NA PIRNACCHIA PI CANZUNI MANCU SI FUSSI STATA NA MARONNA MMACULATA.
    E MENU MALI CHI TANDU S’OCCUPAVA I FIGGHIOLI……….

    DALL’ALTRA PARTE, OVVERO A SINISTRA
    HO GIA’ DATO IERI NOTTE, I CAZZI ERUNU TANTI, CHE NON SONO RIUSCITO A TRATTENERMI DALLO SCRIVERE LE MIE IMPRESSIONI,
    GRAZIE UOLTER I TUOI DELFINI CRESCONO, ORA MANCA UN BEL TITOLO DI ONOREVOLE E POI A FAMIGGHIA E SISTEMATA PI SEMPRI.

    CARO PONZIO E POI PILATO, CHE TU SIA STRAVOLTO O STRALUNATO, SPECIE MI FA PER UNO CHE TENDE A LAVARSI LE MANI DA SEMPRE STORICAMENTE PARLANDO,

    MA JEU TI RUMANDU E MI RUMANDU
    NON E CHI FINISTI U SAPUNI E TA PIGGHI CU STI STRANI CITTADINI,
    RICORDITI SEMPRI, SI TI POTI CUNSULARI CHI GIUNTA PRIMA ASSAI I TUTTI NUATRI NDI PITTAU COMU E MEGGHIU I MUNC CHIDDU CHI NON SAPENDU COMU AVIVA A FARI, GRIRAU TANTU FORTI CU NU DISEGNU CHI ORA NON NCI SUNNU SORDI PI MI SO POTI CUMPRARI

    BUONA NOTTE E BUONA VITA REGGIO,
    U TURISMU O L’ACQUA SEMPRI NUI L’AVIMU A PAGARI,
    SI POI VULIMU POSTI E PREBENDI NTO GUVERNATURI AVITI A PASSARI, A PRESENTI I BARUNI E I MARCHISI,
    ECCU U CORSU E PIAZZA ITALIA E CHINA I STI COSI,

    PARI RASSEGNATU, FORSI ESTI SULU NCAZZATU
    GRAZIE PONZIO DI SCIROCCO, ORA MI SONO RASSERENATO, CERTO DI ESSERE, FORSE, IN BUONA COMPAGNIA
    NON SI SAPI MAI SAI OGGI TUTTI PARRUNU I CONTIGUITA’,
    UN POCO COMU CUANDU VARRATTA RICIVA CHI A RIGGIU U 50% ERUNU TUTTI NDRANGHITISTI, VA BO IDDU RICIVA MAFIUSU ANCORA NON SAPIVA FARI A DIFFERENZA E COMU SI RICI A RIGGIU SENZA OFFESA PI NISSUNU
    L’UNICA COSA CHI NDI RISTAU ESTI A PAROLA E SPERIAMU MI NDI RASSUNU PARRARI SEMPRI E I SORDI MI SI FANNU SEMPRI IDDI, TANTU TUTTU CCA RESTA

    CIAO BELLA REGGIO, TI AMO COME NON MAI ANCHE SE TANTI DI NOI CONTINUANO A STUPRARTI MISERAMENTE

  7. reggino doc scrive:

    mi viene in mente l’altro caposaldo dell’antimafia reggina e voglio fare una parafrasi come omaggio al Ponzio
    E ADESSO DIMETTIAMOCI TUTTI

    se sarà il governare di cittadini dimessi alla fine dovrà arrendersi, no?

  8. Claudia scrive:

    Potrei sapere se Ponzio ieri era presente a Piazza Italia?Vorrei ricordare che Adriana Musella ha già chiarito le ragioni della sua firma al famoso Manifesto,sempre tirato in ballo; e che ieri il giornalista ha praticamente ribaltato quella che doveva essere la tematica della diretta. Abbiamo saputo pochi minuti prima della presenza di Scopelliti in studio, e pochi minuti prima sono arrivati coloro i quali hanno trasformato la voce della gente perbene e impegnata in un dibattito politico. E’ stato il giornalista ad aver organizzato tutto: coloro i quali volevano parlare erano presenti ed erano anche tanti, ma “per questioni di tempo” son stati preferiti ad altri. Per non parlare delle scene fuori onda, son state proprio queste che hanno spinto il giornalista a preferire altre persone, forse perché avrebbero aumentato l’audience…

    • Paola Bottero scrive:

      Come ti ho già risposto su FB, carissima, il Ponzio solitamente è misterioso, e dunque anche se glielo chiedessi non mi risponderebbe. Ma ora che lo hai chiesto tu, magari fa uno strappo alla regola. Sarei curiosa di saperlo anche io.
      Comprendo peraltro la tua stizza, che credo sia la stessa che ha spinto a quel commento. Personalmente ho visto solo stralci della trasmissione, e solo nel pomeriggio di oggi, mentre leggevo il pezzo: ieri sono rientrata giusto in tempo per vedere lo striscione sui titoli di chiusura. E preferisco non commentare, anche se il pezzo riassume perfettamente i movimenti di pancia che mi hanno costretta a non guardare oltre il video.

    • scirocconews scrive:

      https://www.facebook.com/events/270294326407011/

      questo il link all’evento creato su Facebook, in occasione del collegamento, con tutti i commenti successivi alla trasmissione, come linkato a sua volta da Claudia Pratticò sulla nostra pagina Facebook

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