Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che oltrepassa le loro capacità.
François de La Rochefoucauld
Brillanti come le luci di Las Vegas e assordanti come le voci con le quali volevano reimpostare Woody Allen ne Il dormiglione, i messaggi catastrofici dei quali siamo vittime da anni sono diventati ormai il leitmotiv di ogni discorso: la crisi, il mercato del lavoro che ovviamente è in crisi, i “ggiovani” senza prospettive, il calo demografico e potrei continuare all’infinito. Ma mi fermo. Perché l’occhio di bue voglio aprirlo su una figura particolare che grazie alla crisi invece si è ingrassata ed allargata tanto da assurgere a posti ben più elevati rispetto alla sua modesta condizione: il mediocre.
È necessario come primo passo, e prima di concentrarci sulla delineazione del soggetto in esame, individuare l’habitat naturale o ambiente in cui quest’ultimo si inserisce, spesso senza trovare ostacolo alcuno.
A dire il vero trattandosi di una specie molto adattabile non v’è un ambiente precipuo che ne favorisca in modo specifico l’esistenza, ma si è potuto constatare che spesso e volentieri il birbante vive e si riproduce più facilmente nell’ambiente della cultura, in particolare in quel sottobosco oscuro e nevrotico che sta a metà strada tra l’alta cultura e la cultura di base, dove può quindi esprimere al meglio la sua connaturata tendenza al millantare crediti di cui è ovviamente e palesemente sprovvisto.
Il mediocre (sappiate che ve n’è più d’un tipo come si vedrà) possiede alcune caratteristiche che lo contraddistinguono e per certi versi lo rendono facilmente individuabile, ma ahimè non evitabile. Ma soffermiamoci un attimo sulle sue caratteristiche che, come novella emula del mitico Mandrake alias Gigi Proietti in Febbre da cavallo, mi accingo ad elencare tutte d’un fiato: il mediocre millanta, invidia, distrugge, offende, si arrampica, si insinua, offre chimere, mena fendenti a destra e a manca, urla, strepita, minaccia, e al contrario del nostro giocatore di cavalli di cui sopra, vince. Egocentrico, perché in cuor suo sa di non valere, fa pagare questa consapevolezza a chiunque gli capiti a tiri, irritante con i sottoposti, spesso più bravi di lui, si erge altero nella sua luce brillante quasi sempre solo riflessa.
Come dicevamo v’è più d’un tipo di mediocre, e vi sono anche quelli di alto rango, i più bravi nel mistificare le loro doti e nel mascherare le proprie mancanze, camaleontici più del camaleonte stesso. Questa tipologia di mediocre riesce persino a crearsi delle corti, perché il mediocre in gruppo sopravvive di più, sopravvive a se stesso e agli altri, e procede inesorabile lungo la sua strada, travolgendo ogni impedimento perché la sua corte lo protegge e ammira. Anzi ne giustifica ogni passo, ne alimenta l’ego lusingandolo e ne legittima la supponenza, costringendo talvolta gli ignari che ne incrociano il cammino a farlo anch’essi.
E senza sapere come, o anche sapendolo non cambia molto, te lo ritrovi perciò nei posti chiave. Eccolo lì dunque ad offrire posti di lavoro, con un sorriso a tutto denti il cui significato tradotto dal linguaggio del corpo è più o meno: io sono qui e da me dipendi.
Ed è a questo punto che ritorniamo al fattore crisi, alla difficile ricerca del lavoro e a tutta la serie che segue, perché vista la crisi sei costretto ad accettare, a subire che le tue idee vengano rubate, scartate, messe in berlina o ignorate.
E il mediocre avanza come un’armata Brancaleone cui non puoi rispondere volgendogli le spalle: ite anco voi sanza meta. Perché la tua meta è lì, nelle sue mani. Anni di faticosi studi su faticose carte si arenano nel primo o secondo o terzo mediocre che si incontra.
È quello che fa di tutto per intralciarti, ambizioso nella stessa misura in cui è povero di talenti, della sua ambizione però ne fa un’arte a tal punto che per alcuni lo stupore di come riescano in ogni cosa gli venga in mente può a volte trasformarsi in ammirazione. Ammirazione che nasce dalla domanda: ma un cretino di tal fatta com’è riuscito? Ha scritto Mario Andrea Rigoni «per capire il successo, altrimenti inspiegabile, di certi individui, bisogna sapere che esiste un tipo del tutto particolare di genio: il genio della mediocrità» e il genio alla fine lo ammiri.
Crederete che io stia esagerando ma fermatevi a pensare, concentratevi e il mediocre della vostra vita lo troverete sicuramente, perché ognuno di noi ne ha incontrato almeno uno lungo il suo cammino.
Del resto, giusto per spezzare una lancia benevola nei loro confronti, non sono sempre nocivi, è quando occupano posti di potere che bisogna imparare a difendersi, quando ti accorgi che da loro può dipendere il tuo lavoro e il tuo futuro, è lì che bisogna preoccuparsi ma la soluzione c’è, perché intelligenza batte mediocrità dieci a uno. Prima o poi e incrociando le dita.











