CERCANDO UN ORIZZONTE

Ma sì, lasciamola sola, Carolina Girasole

ISOLA DI CAPO RIZZUTO (KR) - Stanotte bruciata la casa al mare della famiglia del sindaco uscente (in fondo al pezzo le foto scattate stamattina da Antonio Franco). Arrivano i primi attestati di solidarietà: nessuno si accorge che l'abbiamo lasciata sola da tempo, ormai?

Ma sì, lasciamola sola Carolina Girasole, la “ribelle” di Isola di Capo Rizzuto che ha preteso, per cinque lunghi anni, di riportare la legalità nella sua cittadina affacciata sullo Jonio crotonese, permettendosi di relegare al passato clientelismi di ogni genere, cattiva gestione amministrativa, e diventando un simbolo della lotta alla ’ndrangheta in tutto il territorio nazionale. Lasciamola sola. Tanto ormai è abituata.

Ha iniziato a lasciarla sola, a fine dello scorso anno, il Pd, il suo partito di riferimento, quando, dopo averla sballottata come simbolo costante in ogni dove, invitandola a mega raduni, chiedendole filmati da proiettare persino in piazza San Carlo a Torino, davanti agli occhi commossi dell’allora segretario di partito Bersani, dopo averla trascinata nel tritacarne mediatico insieme a altre donne-sindaco-simbolo della Calabria-che-si-ribella (a lei persino El Pais ha dedicato un lungo articolo-intervista), ha lasciato la palla ai luogotenenti locali, che si sono ben guardati dall’inserirla, con le sue colleghe in prima linea e non intimidite dalle intimidazioni, nella lista dei “nominati” al sacro Parlamento, preferendo giocarsi le proprie personalissime carte lontani dalle trincee.

Era stato un primo campanello di allarme, che l’allora sindaco di Isola aveva sentito suonare tetro, e molto forte. Poi, a febbraio, era arrivata la richiesta di un impegno diretto con l’allora Presidente del Consiglio Monti, la sofferta candidatura in Scelta Civica, che in Calabria non era riuscita a eleggere deputati. Il secondo campanello ha suonato poco più di un mese fa, quando l’assenza totale di input da parte del Pd rimarcava un’altra presa di distanza. Carolina aveva pensato a lungo se fosse il caso di ricandidarsi. I cinque anni trascorsi a raccogliere i cocci e costruire qualcosa di nuovo per Isola erano lì, solidi, con tutti i risultati raggiunti, a dirle che doveva andare avanti.

Il Pd ha deciso di non far comparire il proprio simbolo nelle amministrative appena terminate. Molti esponenti “democratici” locali si sono uniti in liste civiche a sostegno di un altro ex sindaco, Milone. È arrivato secondo, non è riuscito a trascinare al ballottaggio il trentaduenne Gianluca Bruno, imprenditore nel ramo pacchi e spedizioni, eletto sindaco nelle liste del centro destra. In sedici si sono raccolti intorno a lei. Hanno riempito le piazze di Isola per far sapere cosa era stato fatto, cosa avrebbero continuato a fare. Ma fare a volte non è importante. Non basta.

Niccolò Zancan, dalle pagine della Stampa, racconta la festa per la sconfitta di Carolina: “Nei bar non ti danno tregua. Offrono cornetti e brindano: «Ce ne siamo liberati! Evviva! Quella si credeva la paladina della giustizia, ma ha detto soltanto falsità. Qui si sta benissimo, altroché mafiosi. Dovete scriverlo: da cinque anni non c’è un morto ammazzato. Mentre quella ha ucciso il turismo a forza di parlare di ’ndrangheta. Ha infangato tutto il paese. Voleva fare carriera sulla pelle nostra»”.

Una carriera infuocata, quella di Carolina. Negli anni passati le hanno incendiato più volte la macchina, hanno cercato di bruciare la casa al mare, raccontando che si trattava di una villa abusiva costruita grazie a suoi “intrallazzi” amministrativi. Ma sono ordinaria amministrazione, i fuochi: a Isola anche durante quest’ultima campagna elettorale non sono mancate intimidazioni. Non hanno digerito quel suo andare dritta al nocciolo del problema, quella sua limpidezza con cui ha portato Libera e don Ciotti su terreni confiscati, cercando di ricostruire quello che era stato distrutto. Hanno deciso di alzare il venticello della calunnia, di insinuare che no, a Isola la ’ndrangheta non esiste, che era lei a raccontarla per farsi pubblicità. Sono arrivati a contraddire le loro stesse affermazioni speculando sul cognome pesante del cognato, che nessuno si è curato ricordare non aver mai avuto a che fare con la giustizia.

Infine, com’era ovvio, non l’hanno votata. Ma ciò che è terribile è che sono riusciti a non farla votare, se non da un coraggioso 15% di isolitani che hanno deciso di guardare in faccia la realtà, e non le favole. Ci diciamo sempre che “loro” non sono più forti, perché numericamente inferiori. È vero?

I cornetti, però, non bastano per festeggiare. Ci vuole un segnale forte, deve aver pensato qualcuno. Affinché capisca quanto forte è la sua sconfitta. Quanto forti siamo noi.

O forse, visto che dal terrazzo di quella casa di Capo Rizzuto ci si continua a innamorare delle sue bellezze, nonostante tutto, hanno voluto evitare che Carolina possa continuare a far prevalere il proprio amore per Isola anziché la rabbia per tutto quello che la sua famiglia è stata costretta a subire in questi cinque lunghi anni. Hanno preso di mira la casa di Rosario Pugliese che decenni fa, con la moglie, ha deciso di costruire un luogo in cui continuare, d’estate, a godere dei figli e del mare. Un piccolo giardino, due piani divisi in piccoli appartamenti estivi (due camere da letto, un soggiorno living con angolo cottura, un bagno), un patio in cui trovarsi a pranzo e cena tutti insieme. Al piano terra l’appartamento dei suoceri di Carolina e della loro figlia Antonia. Sopra, quello del figlio Francesco, marito di Carolina.

Se ti fermavi a parlare con Franco, fino a ieri, ti raccontava, illuminandosi di una gioia infantile, dei suoi ricordi di ragazzo. Del legame che ha con quel posto del cuore, dove un tempo si trovava con i suoi amici e gli amici delle sorelle e del fratello, ora ci sono gli amici delle figlie e dei nipoti. Un luogo solido, un luogo dove respirare lo stare insieme che i suoi genitori hanno fatto diventare punto di riferimento di ogni estate.

Stamattina il padre ha mandato un imbianchino: l’estate bussa, l’inverno aveva lasciato qualche traccia da rimettere a posto. È stato proprio il muratore a scoprire che questa notte qualcuno ha versato liquidi infiammabili sotto le porte dei due appartamenti al primo piano, bruciando tutto quello che poteva bruciare.

Ma sì. Lasciamola sola, Carolina. Ha perso, ha perso due volte in pochi mesi, come alcuni quotidiani locali sottolineano con costanza quasi maniacale. Ha perso anche la casa per le vacanze estive. In fondo non era neppure sua.

Lasciamola sola, Carolina. Facciamo finta di non sapere che con quelle fiamme, stanotte, non sono stati bruciati solo i ricordi di due splendidi anziani, né la speranza che vivere onestamente sia l’unica soluzione possibile, né l’idea che una sconfitta politica non possa essere il frutto di odio personale. Facciamo finta di non sapere che quelle fiamme hanno bruciato un’altra possibilità di riscatto di ogni isolitano, di ogni calabrese, di ogni italiano. Tanto, in fondo, non è casa nostra. E la ’ndrangheta non esiste. Là.

PS: nel tardo pomeriggio è arrivata l’agenzia stampa con cui i parlamentari calabresi del Pd comunicano di aver chiesto al Ministero dell’Interno un’azione a tutela di Carolina Girasole. Voglio ringraziarli tutti, uno per uno: non è mai troppo tardi.

la casa bruciata (ph. di Antonio Franco)

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15 risposte a Ma sì, lasciamola sola, Carolina Girasole

  1. Pingback: Carolina Girasole “la ribelle” di Isola Capo Rizzuto

  2. pina asteriti scrive:

    Non mi interessa entrare nei particolari perché francamente sono stufa di leggere una stampa che sembra aver scoperto l’acqua calda solo da cinque anni, molti e tantissimi altri prima della Girasole si sono impegnati a divulgare ” la cultura mafiosa ” che ci accompagna fin dalla nascita…e a combatterla con i mezzi che avevano a disposizione e senza la protezione di una botte di ferro rappresentata dalla stampa. Dove eravate ? Le vostre penne erano prive di inchiostro o i vostri padroni vi consigliavano di scrivere o venire nel nostro paese solo se c’erano i morti ammazzati che facevano vendere più giornali ? Mi ascolti é ora di dire basta a questa campagna di veleni che ha solo diviso il paese : la mafia si combatte lavorando nelle scuole, dando mezzi alle famiglie, accompagnando e non emarginando i figli e le moglie dei carcerati, dando lavoro, insomma lei ha capito cosa intendo dire….La mafia non si usa per le campagne elettorali e il sindaco da che mondo e mondo é il garante di un popolo: bene questo a Isola non é successo in questi cinque anni anzi si é agito con la presunzione di andare avanti da soli mandando allo sbaraglio un paese…ma a quanto pare con la bravura che vi contraddistingue girate le frittate a vostro piacimento. La mafia esiste nessuno lo ha mai negato….nessuno condivide gli inqualificabili e mortificanti atti che si ripetano da sempre nella storia di isola…. Basta cominciate a parlate e a cercare le cose e le persone belle che ci sono nel nostro paese : questo é l’aiuto di cui abbiamo bisogno. ( N.Gratteri ) Aiutate tutti noi e sicuramente aiuterete anche la stessa Girasole che se é arrivata a questo punto, scusate, é anche colpa vostra che l’avete strumentalizzata a vostro uso e consumo….Non mi risponda perché francamente non mi interessa quello che lei pensa o scrive…..quando i toni e gli argomenti saranno diversi e basati su tutte le verità e non solo su di una, probabilmente, mi risentirà. Ma per favore BASTA smettetela di alimentare fuochi e cercate di buttare acqua sul fuoco e non benzina … non fate altro che danneggiarci ulteriormente. Cordialmente

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  4. Giuseppe Leone scrive:

    Non finirà mai! Se a comandare fossero i più bravi, penso che ci sarebbe spazio per tutti, ma siamo bravissimi a nasconderci per non prendere il vento in faccia ed ancor più bravi a dire che volevamo bene a coloro che abbiamo contribuito a sconfiggere, se non, addirittura ad abbattere! Il PD, che pure, anche io, ho votato con convinzione, per far muro contro Berlusconi, ha dimostrato di non avere le palle! E la DC, come l’Araba Fenice, è risorta dalle sue ceneri! Mi dispiace tanto per Carolina e le esprimo tutta la mia solidarietà

  5. Rosa Trano scrive:

    E’ molto triste leggere questi articoli
    10-100-1000 Caroline…..!

  6. Franco viola scrive:

    Da isolitano dico solo che fino a quando continuerete a elogiare la singola persona e a trattare tutto il resto come marciume e senza parafrasare nulla “mafiosi” dagli isolitani o meglio dalla stragrande maggioranza di essi troverete un muro .Quel muro che per 5 anni ha diviso il paese e che voi avete continuamente alimentato. Centra o meno la politica in questo saranno le indagini degli organi competenti a decifrarlo. Quello che e’ certo che Isola l’antimafia la creato prima che arrivasse la Girasole e i dati e i fatti sono concreti e si possano toccare e vedere.La Girasole non va’ lasciata sola…ma questo non dipende dagli altri questa e’ una sua scelta …mantenere le distanze dalla gente di Isola di certo non aiuta.Questi episodi deplorevoli vanno sempre e comunque condannati a prescindere dalle posizioni politiche . La gente di Isola vive con moderato distacco queste cose in linea con quello che e’ stato il suo rapporto con la uscente amministrazione. Ma scusate!!!! ma la popolazione di Isola non e’ vittima anch’essa? vedersi e sentirsi ricordati solo ed esclusivamente per episodi di cronache nera , vedersi e sentirsi bollati mafiosi , omertosi e chi piu’ ne ha piu’ ne metta..questa come la chiamate? un minimo di comprensione per una popolazione che si vede bistrattata da certa stampa ci dovrebbe pure essere?..o gli animali isolitani vanno condannati a prescindere?. Sig. Bottero ma lei si rende conto della gravita’ delle sue parole? “Infine, com’era ovvio, non l’hanno votata. Ma ciò che è terribile è che sono riusciti a non farla votare, se non da un coraggioso 15% di isolitani che hanno deciso di guardare in faccia la realtà, e non le favole.”.che significa che il restante 75
    % e’ mafiosa?.Lei mente sapendo di mentire..Lei deve accettare il risultato uscito dalle urne e’ avere il massimo rispetto delle persone che la gente di isola ha eletto DEMOCRATICAMENTE. Lei sara’ anche bravo con la penna , ma le assicuro che gli isolitani saremo altrettanto bravi nelle aule dei tribunali e credo e non me ne voglia, che la prossima amministrazione avra’ una nuova fonte di guadagno grazie a lei e ai suoi molti colleghi. Grazie per l’ospitalita’ e aggiungo come elettore di centro sinistra saro’ un leale avversario di questa amministrazione perche’ una cosa e’ certa siamo stufi di essere sempre etichettati come diversi..noi siamo isolitani fieri di esserlo fino in fondo e senza che qualcuno ci imponga e ci detta modelli.

    • Paola Bottero scrive:

      La frase da lei commentata, signor Viola, significa esattamente ciò che ha letto: il restante 75% ascolta le favole. Come quella secondo la quale l’ex sindaco avrebbe gettato fango su Isola: forse non ve ne siete accorti, ma le sue battaglie, le sue parole e la sua ostinazione nel difendere i suoi concittadini hanno fatto arrivare, a livello nazionale, ben altra sensazione, positiva quanto chiara. Provi a chiedere fuori dai confini regionali: è stata vista come la dimostrazione reale che a Isola esiste la buonavita, ed è maggioranza. Alla quale sono sicura appartenga anche lei, così intriso di giusta fierezza.
      Esprimere opinioni politiche diverse dalle sue, signor Viola, non significa necessariamente voler denigrare qualcuno o qualcosa.

      In quanto a dettare modelli, mio caro elettore di centro sinistra, mi piacerebbe vederne qualcuno, in giro. I pochi che c’erano, e che sono i miei punti di riferimento, in un modo o nell’altro sono stati fermati. Però, se me ne vuole indicare qualcuno, sarò ben felice di approfondire l’argomento.
      In quanto a rispettare il voto popolare, è ovvio che non posso che rispettarlo: credo nella democrazia, e sono convinta che nella maggioranza degli isolitani sia prevalsa, anche nelle urne, la buonafede.
      Grazie di aver comunque condannato l’incendio. Dimostra che ha ragione Carolina: a Isola prevale, in numeri, la parte sana.

      Buona serata

      • Franco viola scrive:

        Sig.ra Bottero..mi sfugge qualcosa.? o lei mi prende per i fondelli?…vabbe’ che sono all’estero ma ancora l’italiano riesco a leggerlo , sibillinamente ( e non troppo ) insiste che il 75% degli isolitani siamo sostanzialmente dei somari e solo quel 15% ha capito la realta’ delle cose.Grazie dell’alta considerazione che ha del popolo isolitano e del rispetto che ha per la democrazia. Sa cosa le dico che questo film …noi isolitani lo conosciamo prima che voi lo mettiate in proiezione. Lei e i suoi colleghi vi apprestate a scrivere la sceneggiatura la regia e la distribuzione verra’ affidata a Libera e soci…i tanto criticati politicanti sinistroidi della Calabria faranno le prime donne e gli attori a comparsa.(vedi le dichiarazioni del commissario PD).e quelli che la prenderanno dove non batte il sole saranno sempre gli isolitani..accettiamo scommesse sulla durate di questa amministrazione e vediamo che livello di pressione siete in grado di esercitare, le dico grazie anticipatamente e la invito a venire a Isola a vedere quello che gli isolitani sono capace di fare senza la politica..magari potrebbe prenderlo a modello.
        Per quanto riguarda le informazioni oltre i confini regionali non devo andare a chiedere niente a nessuno…per me la Girasole cosi’ come’ entrata a gamba tesa in politica cosi’ ne esce, quello che dicono a livello nazionale non interessa piu’ di tanto..la realta’ e quella di tutti i giorni non quella riportata dai TG e affini.

  7. maria rosa scrive:

    quando leggo questi brutti fatti mi sento impotente e mi chiedo se i nostri figli fanno bene a rimanere in italia oppure è meglio che cerchino un posto diverso!!!! sono scoraggiata sono molte le notizie cattive e poco quelle buone e gli imbroglioni vanno avanti in ogni dove!!

  8. linda monte scrive:

    Se fossi in lei rinuncerei all’interessamento dei parlamentari del PD – sepolcri imbiancati… è facile ora … suvvia lasciate perdere…

  9. Patrizia Cora scrive:

    Questa notizia mi sgomenta. Vorrei poter far sentire a Carolina che le siamo vicini, che l’ammiriamo, che ci dà coraggio. Ti abbracciamo, Carolina, e speriamo che il PD la smetta con codesti comportamenti autolesionisti e sia più Coraggioso.

  10. Luigi Paolo Pati scrive:

    E’ meglio soli che male accompagnati (leggi PD), per quello che può servire io sono con la ribelle Carolina Girasole

    • Paola Bottero scrive:

      Credo serva moltissimo, Luigi. Ma ora anche gli onorevoli piddini hanno deciso di starle accanto: è notizia di pochi minuti fa. Come ho appena scritto a corollario, non è mai troppo tardi.

  11. Milly Curcio scrive:

    I calabresi sono (siamo) anche quelli che cantavano a squarciagola, sotto le finestre di casa Alvaro a San Luca, appena appresa la notizia della morte dello scrittore!!! Il perché è noto! Non è cambiato niente! La mafia non esisteva a San Luca, non esiste oggi a Isola, non esisterà mai dalle nostre parti!

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